Triny al Mercato degli Zombie

Come presentare il disagio umano ad un cucciolo adolescente

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Cara Triny,
stamani ti ho portato per la prima volta in paese. Non è stato facile per te avvicinarti a tutti quei rumori molesti, macchine che sbucano da tutte le parti, camion enormi che fanno un rumore infernale, ma con calma siamo riusciti ad arrivare nella zona pedonale dove stamani c’era il mercato.

Tutto contento ti ho detto eccoci finalmente! qui ci sono solo persone e a te le persone piacciono molto. Sono tutte a piedi, niente macchine. Tutta contenta hai iniziato a guardare queste persone, era chiaro che volevi conoscerle. Le persone che ti ho presentato fino ad ora a casa erano tutte ben disposte nei tuoi confronti, quindi ti aspettavi lo stesso comportamento ma così non è stato.

Tanti hanno fatto finta di non vederti, altri ti guardavano con sospetto, altri ancora si allontanavano. Uno o due ti hanno fatto un sorrisino ma niente coccole, niente dialogo, niente scambio. Anche quei pochi cani che abbiamo incontrato erano strattonati lontano proprio per evitare interazioni… Ho capito che eri in difficoltà… non riuscivi a capire perchè tutte quelle persone erano in giro con le facce serie, tristi, perse, simili agli Zombie…..

Ci siamo rifugiati in un bar dove i cani sono considerati e li ti sei ripresa dalla brutta esperienza. Abbiamo fatto colazione insieme, qualcuno ha dialogato con te, altri coccole, altri del buon cibo, ti sei sentita a casa.

Quando siamo usciti, ho iniziato a far caso alle espressioni delle persone che passavano… indifferenza, chiusura, sguardi bassi o persi nel niente. Erano simili agli Zombie e purtroppo non possiamo farci niente, dobbiamo accontentarci dei pochi umani rimasti.

Oramai sconsolati uscendo dalla piazza arriva quello che non ti aspetti: un mio amico che passeggiava con dei ragazzi diversamente abili ci ha salutato come si deve e uno di questi ci ha fatto un sorriso talmente solare che la piazza si è illuminata d’oro, che bellezza trovare tutta l’umanità perduta, distillata in un ragazzo, un sole, ci ha scaldato il cuore. Grazie.

Va bene così cucciola, ora possiamo andare a casa.